Centro di documentazione "Nicola Lovecchio" a cura del Dr Maurizio Portaluri
La tutela della salute è un diritto fondamentale della nostra Costituzione ed espressione delle relazioni all'interno di una comunità. Costituire un Centro di Documentazione come quello che abbiamo qui realizzato ha come obiettivo la tutela della salute pubblica attraverso la documentazione, la formazione e l'informazione.
La salute possiede sicuramente una componente soggettiva, che origina nelle caratteristiche individuali, ma anche una componente collettiva che risente delle interazioni della persona con la società, con l’ambiente e con il mondo del lavoro.
La componente soggettiva può spesso giovarsi di interventi tecnici delle diverse medicine, ma la componente collettiva richiede interventi culturali e politici. Per questo:
Il Centro di Documentazione si propone di:
- mettere a disposizione di tutti conoscenze tecniche e scientifiche;
- realizzare formazione sul tema della salute pubblica;
- divulgare le conoscenze ed i saperi generati nell'attività del Centro
Il Centro è intitolato a Nicola Lovecchio, capoturno del reparto insacco dell'Anic di Manfredonia, che nel 1995 avviò un'indagine epidemiologica tra i suoi compagni di lavoro. Le indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Foggia evidenziarono un aumentato numero di decessi per tumore tra i lavoratori di quel petrolchimico, ma tre gradi di giudizio non hanno rinvenuto nessuna responsabilità penale. L'area industriale di Manfredonia è oggetto di un'attività di bonifica per l'inquinamento provocato da decenni di produzione chimica. L’indagine epidemiologica avviata da Nicola Lovecchio necessiterebbe di essere aggiornata e condotta con confronti interni alla fabbrica.
Nicola Lovecchio morì il 9 aprile 1997 per un tumore al polmone che fu riconosciuto in giudizio di natura professionale. Senza il suo impegno nessuno avrebbe fatto luce sugli effetti sanitari di quella produzione, effetti che devono ancora in gran parte essere portati alla luce.
Database Ambiente e Salute Pubblica
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BrindisiBeneComune è uno spazio aperto animato da movimenti, associazioni e singoli cittadini, che si propone di partire dalla cittadinanza attiva, da tutti coloro che negli anni hanno portato avanti le battaglie per il lavoro, in difesa dell’ambiente e la salute. Professori, impiegati, operai, professionisti, studenti e precari, noti per l’impegno profuso in movimenti ed associazioni che oggi sono la ricchezza della nostra città. Etica pubblica, giustizia sociale, solidarietà sono i nostri valori. Li mettiamo a disposizione della nostra comunità, a servizio del bene comune.
Viviamo tempi difficili con una drammatica crisi economica che ormai si caratterizza sempre più come crisi di sistema. La grande finanza, le grandi banche sono in crisi e pensano di uscirne proponendo come soluzioni le stesse scelte economiche neo liberiste che ci hanno portato in questa crisi. La gestione del debito pubblico è oggi utilizzata come una clava per impoverire le famiglie, per ridurre i diritti e chiudere gli spazi democratici.
Siamo preoccupati non dalla crisi delle banche ma dalle tante crisi che ci opprimono. Siamo preoccupati dalla crisi delle tantissime famiglie di Brindisi che ormai, non arrivano più in modo degno alla fine del mese, con tanti nostri ragazzi disoccupati o precari se fortunati. Una intera generazione alla quale è stato rubato il futuro e che sarà presto costretta a lasciare la nostra terra.
Siamo preoccupati dalla crisi ambientale del nostro territorio, aggredito dalle emissioni del più grande polo chimico- energetico d’Europa che ci hanno portato ad uno stato di degrado sancito da provvedimenti legislativi, con i quali enormi porzioni del nostro territorio sono da bonificare, da ordinanze sindacali di interdizione all’agricoltura.
Siamo preoccupati dai dati sanitari che evidenziano malformazioni e malattie in eccesso ai valori medi europei, cosa che ci ha portato a chiedere una indagine epidemiologica che sosteniamo con una raccolta firme.
Ma non possiamo non essere anche preoccupati dalla crisi dei diritti e della democrazia, da chi pensa come Marchionne e la BCE che da questa crisi si debba uscire riducendo i salari, rendendo facili i licenziamenti, aumentando l’età di pensionamento, in definitiva riducendo diritti e democrazia come gli sconvolgenti arresti a Brindisi del sindacalista Bobo Aprile e del comitato dei disoccupati dimostra. Chiedere lavoro non può oggi né mai essere un problema di ordine pubblico.
In questo quadro occorrerebbe una politica in grado di dare risposte, offrire soluzioni, ripartire dal bene comune. Invece abbiamo vissuto gli ultimi anni con una maggioranza di centro destra in disfacimento così come quella nazionale, bloccata da veti incrociati, da incapacità evidenti e non in grado di amministrare la nostra città.
Allo stesso tempo riteniamo che la soluzione non possa arrivare dal cosiddetto Laboratorio Politico che vede un ceto politico che cambia partito con la stessa facilità con la quale si può cambiare una maglietta, interessato alla conquista di posti di potere , con politici che arrivano e altri che lasciano tutti pronti per un nuovo giro di valzer. Non credibili per i conflitti di interesse, mai in grado di incidere e confrontarsi a schiena diritta, con scelte coraggiose, dinanzi ai grandi colossi dell’industria energetica.
Noi siamo alternativi a tutto ciò. In questi mesi che ci separano dalla scadenza elettorale intendiamo avviare una discussione ed un confronto con tutti i movimenti, le forze sociali e politiche, i singoli cittadini che non si riconoscono nel fallimentare governo di centro-destra né nel Laboratorio Politico per noi altrettanto incapaci di fornire risposte adeguate ai problemi del lavoro, dell’ambiente e della salute dei cittadini. Vogliamo aprire un confronto sui temi importanti che riguardano la vita della nostra città a partire da quelli del nuovo modello di sviluppo che vede nelle Bonifiche, nel risanamento ambientale, nel rilancio delle vocazioni turistiche ed agricole del nostro territorio, per creare le condizioni per nuove occasioni di lavoro questa volta sostenibili.
Vogliamo iniziare seriamente a discutere di:
Bonifiche, che oggi sono da un lato il giusto risarcimento per la sofferenza imposta al nostro territorio, con intere caratterizzate dall’avere le falde acquifere e suoli avvelenati, dall’altro una grande occasione di sviluppo e lavoro. Vogliamo imporre al Governo Italiano il rispetto degli accordi, lo sblocco dei fondi a partire dai 135 milioni di euro già stanziati più quelli versati dalle aziende che hanno sottoscritto accordi con il Ministero dell’Ambiente . Vogliamo controllare ed imporre accordi di transazione a partire da quello in piedi con l’ENI che non siano un condono fatto con pochi spiccioli, ma vedano il giusto risarcimento che probabilmente è vicino ai due miliardi di euro. Le bonifiche come soluzione di un problema , creazione di posti di lavoro, avvio di un modello di sviluppo da tanto inseguito.
Convenzioni che debbono prevedere una riduzione almeno del 30% del carbone, una riconversione nei prossimi anni della centrale di Cerano a metano, chiusura dell’Edipower con contestuale assorbimento dei lavoratori presso l’Enel che deve rispettare i vecchi impegni, e con il rimpiego dei lavoratori delle cosiddette ditte nello smantellamento di Edipower e bonifica di Costa Morena, da restituire alle attività portuali, e successivamente nello smantellamento dei dodici chilometri del nastro trasportatore.
Promozione di un nuovo modello energetico basato sulle rinnovabili, non certo da utilizzare in modo selvaggio nelle campagne come abbiamo assistito in questi anni, ma da usare secondo una logica di produzione diffusa, a partire dagli edifici scolastici e pubblici, che crea lavoro diffuso con il coinvolgimento delle piccole aziende e artigiani di Brindisi Manteniamo con forza il nostro No al Rigassificatore.
Occorre puntare sulla Formazione Professionale. Nuove figure professionali occorrono per innovare e realizzare un modello diffuso di produzione energetica, lanciare un programma di efficientamento energetico degli edifici pubblici e residenziali. Occorre pensare a corsi di formazione professionale per chiudere i conti con un passato, fatto anche di economia illegale come il contrabbando, andando incontro ad una larga parte della popolazione che ha bassi livelli di scolarità e nessuna professionalità, occorre professionalizzare questa fascia di popolazione formare artigiani, operai specializzati, da impiegare nei lavori di bonifica, nella raccolta differenziata, nella salvaguardia dell’ambiente.
La definizione di un ciclo dei rifiuti che assolutamente non preveda alcun incenerimento degli stessi, né nella centrale di Cerano né in termovalorizzatori. Occorre invece come fatto in altri comuni come Capannori, in Toscana, puntare sulla raccolta differenziata porta a porta, sulla realizzazione di un impianto di compostaggio con il quale produrre un compost che serva per il rilancio di una agricoltura biologica ad alto valore aggiunto, sul riuso e sul riciclo. In tal modo possiamo far si che un problema quello dei rifiuti diventi un’occasione di lavoro e sviluppo.
Vogliamo occuparci del nostro porto, della nostra costa, di mobilità sostenibile con piste ciclabili, della cultura fatta non solo di grandi eventi ma anche accompagnando la primavera di Brindisi fatta di tanti giovani che si dedicano alla musica, al teatro, alla letteratura alla fotografia.
Vogliamo partire dal nostro sogno di una città solidale convinti che da questa crisi possiamo uscirne solo se sapremo senza individualismi ed egoismi puntare sul bene comune.
Chiunque abbia voglia di seguire le iniziative e di partecipare attivamente alle stesse può trovarci anche su facebook alla pagina Brindisi bene comune.
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Collegamento all'album con le foto del percorso di BBC attraverso questi mesi di attività volontaria dei simpatizzanti. Riunioni manifestazioni e tutto il resto!