lunedi' 25 settembre 2017
enel cerano



Il Sistema Brindisi tra inquinamento e malaffare : subito un tavolo con le grandi aziende per trasparenza sulla gestione degli appalti.

L’arresto di 5 funzionari Enel della Centrale di Cerano accusati di aver messo in piedi un sistema per il controllo degli appalti apre un ulteriore scenario inquietante sulla centrale a carbone.

Dopo gli impatti sulla salute e l’ambiente , con gli studi epidemiologici che attribuiscono fino a 44 morti l’anno per la combustione del carbone, dopo il processo a carico di funzionari Enel con la condanna per le dispersioni del polverino di carbone nelle campagne circostanti il nastro trasportatore, arrivano gli arresti per la gestione degli appalti.

Nella conferenza stampa di oggi il Procuratore Di Napoli, cui va il nostro più sincero ringraziamento per il lavoro svolto in questi 20 anni a Brindisi, afferma di essere in presenza di un vero e proprio sistema di gestione degli appalti che va avanti almeno dal 2010. E c’è da chiedersi in che modo Enel controlla l’operato dei suoi funzionari se solo a gennaio del 2017 sporge denuncia presso la Procura di Brindisi.

Funzionari come quel Carlo De Punzio che ha contrastato in questi anni come presidente di un comitato “ Energia, Ambiente e Territorio” la nostra battaglia contro il carbone, definendoci estremisti dell’ambientalismo, quelli del No a tutto, intervenendo addirittura nel consiglio comunale monotematico sull’energia del 2014.

In questi anni De Punzio, promosso da Enel ad addetto alle relazioni esterne e nel settore Salute , Sicurezza ed Ambiente , lo abbiamo spesso visto presente in comune e nei consigli comunali.

Eppure in questi anni Enel non notava nulla di strano nella gestione delle gare.

Come ha detto il Procuratore di Napoli siamo sicuramente in presenza di un sistema di gestione criminosa degli appalti e dei grandi interessi che ruotano intorno alla centrale.

Un sistema che la classe politica non ha mai combattuto in questi anni, anzi spesso si è accompagnata con questi personaggi . Chiediamo che la Magistratura prosegua nelle indagini per fare chiarezza definitivamente ed arrivare anche ai più che possibili legami con la politica .

Lo abbiamo detto pochi giorni fa in conferenza dei capigruppo alla Sindaca Carluccio che la politica non può più assistere in silenzio alla gestione degli appalti con i grandi ribassi che oggi comprendiamo sono anche strumento del malaffare.

Si apra subito un tavolo a Brindisi con le grandi aziende Enel in primis per definire un protocollo chiaro e trasparente per la gestione degli appalti. Le aziende devono dichiarare quali lavori intendono realizzare e consentire a tutte le ditte locali di poter partecipare garantendo i livelli occupazionali.

Giuseppe Cellie, Riccardo Rossi

Brindisi Bene Comune




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